analisi dei Miti

analisi dei Miti

“Dobbiamo fare quel che gli dèi hanno fatto in principio…”
Sathapata Brahmana, VII, 2, 1, 4.

 

 

 

RICOMPORRE LA FRATTURA

“Il Mito, portatore del Verbo degli Dei, rappresenta la possibilità dell’uomo di partecipare all’Universale, la possibilità di unione delle forze umane con quelle sovraumane.”
– Rene Alleau ne “La scienza dei simboli”

Ho posto la frase tratta dal testo di Alleau come “titolo introduttivo” perché evidenzia con immediatezza ciò che l’Uomo dei Tempi Moderni ha perso – o irrevocabilmente rischia di perdere.
Qualcosa ci è stato dato, intendo dalla modernità, ma qualcosa ci è stato sottratto.
Un elemento vitale, un sogno: la nostra tensione all’Unità, ad una ”interezza” che, sola, può darci appagamento, dolcezza, rifugio, quiete. Ma se l’essere “qui e ora” ha un Senso, questo deve essere riposto nella speranza che sia possibile riappropriarci del nostro sogno perduto.
Desideriamo, con tenacia e fede, ricomporre quella frattura che ci provoca così tanto dolore e melanconia tra Uomo e Cosmo – Sacro e Profano – pensiero razionale e linguaggio mitico-poetico. Strada facendo, nel corso della storia della specie umana, abbiamo permesso che si sgretolasse, fino a crollare, il “Ponte”, il Tramite tra noi e il senso del nostro esistere nell’Universo. Abbiamo adesso solo due alternative:
o ci contentiamo di un’esistenza scollegata, contingente e autoreferente, condizionata da modelli fragili, transitori e più spesso economici,
o, con paziente e amorosa laboriosità, ci assumiamo l’impegno di ri-costruire questo Luogo Intermedio, spazio immaginario tra la condizione individuale dell’uomo, la sua unità archetipica e le forze cosmiche che lo trascendono.
Lavoro che ci tras-porta indietro nel tempo, in quel passato remoto e quasi sepolto che sembra non possa regalare nessun mistero alla nostra consolidata cono-scienza:
è lì che troveremo quelle pietre così speciali, magiche e perenni, le sole che renderanno possibile la nostra impresa. E quanto più saremo capaci di dis-locarci in realtà perdute, pericolosamente – o straordinariamente – prossime al punto in cui l’avventura terrestre e umana ha avuto inizio, tanto più avremo la sicurezza di recuperare il significato profondo e commovente della nostra vita.
Ma un mondo che parla con un linguaggio desueto – allusivo e metaforico, dalle immagini e dai termini vaghi e ambivalenti, dai contenuti paradossali – meravigliosi e terribili – può davvero racchiudere un tesoro di inestimabile valore? Riflettiamo un momento e con sincerità confessiamo a noi stessi quante volte ci siamo sentiti isole solitarie disperse nell’oceano, distanti dalla terra ferma, in balìa dei flutti marini, ignorando da dove fossimo partiti, dove stessimo andando, quali eventi dover fronteggiare e perché.
A questi sentimenti di estraneità e di vuoto, di nostalgia e di limitatezza, che molti provano nel corso della vita, l’uomo ha urgenza di trovare risposte, pena la morte dell’Anima. La Ricerca di una “Risposta Possibile” indirizza i contenuti dei miei studi, volti ad un’integrazione del linguaggio mitico-poetico-simbolico, nella convinzione che tramite esso l’uomo possa:
-ri-conoscere sé stesso e la sua storia, collegandosi ad un tempo mitico-ciclico, in cui tutto si ripete e dove il futuro ripropone i medesimi eventi del passato; la narrazione mitica ci parla di vicende che da sempre affronta il genere umano nella vita: paure, lotte, amori in cui il singolo può rispecchiarsi per attribuire senso e valore ai propri accadimenti;
-ri-collegarsi all’interno di una dimensione cosmologica che lo trascende; i miti, come anche i simboli, sono modelli archetipici, a-temporali, venuti alla luce quando ancora non si era consumata la frattura tra uomo e Cosmo; essi hanno il potere di evocare una forza-grandezza che li-ci trascende, un Tutto in cui noi siamo connessi e partecipi.
Questa funzione “creativa-dinamica-unificatrice” del linguaggio mitico- poetico-simbolico è la sola che può salvare l’uomo, traendolo da una condizione di isolata-precaria contingenza, per guidarlo verso “esperienze macrocosmiche” che restituiscono significato all’esistenza e al proprio destino.