i quadri

il Cerchio e la Via
di Maria Teresa Lupo

“Percorso pittorico tra mito e simbolo, tra finito ed infinito, tra individuale e collettivo”
dedicato ai miei genitori elettivi: C.G.Jung e la Dott.ssa D. Stoja 

Il Cerchio e la Via:
la Via perché la mia vita – come quella di ognuno di noi – è un cammino unico, una strada mai percorsa prima, un rettilineo irripetibile, con un inizio, uno sviluppo e una fine;
il Cerchio perché essa è anche la ripetizione di mille altre vite, precedenti e future, un granello nella distesa sconfinata di sabbia, un ciclo continuo che si ripete all’infinito.
Credo infatti che la nostra originale e preziosa individualità sia il risultato di accadimenti peculiari della realtà in cui viviamo “qui e ora”, ma ritengo che sia anche determinata da strutture psichiche stratificate di tipo collettivo.
Archetipi, per Carl Gustav Jung, ovvero ”immagini originarie”, forme innate della psiche umana, che producono ed organizzano l’attività rappresentativa dell’uomo:
”…un certo strato superficiale dell’inconscio è senza dubbio personale; esso poggia però su uno strato più profondo che non deriva da esperienze e acquisizioni personali e che è preesistente ed innato. Questo strato più profondo è l’inconscio collettivo” (C.G.Jung “Gli archetipi dell’inconscio collettivo”).
Gli archetipi rappresentano dunque una sorta di memoria dell’ umanità, sedimentata in un substrato comune e presente in tutti i popoli, in ogni luogo e tempo. I loro contenuti si esprimono attraverso simboli, miti, immagini, credenze religiose, sogni, favole e riproducono le esperienze compiute dalla specie umana nello sviluppo della coscienza.
Tra gli archetipi più importanti troviamo: il vecchio saggio, la grande madre, l’eroe, il fanciullo divino, il briccone, ecc.
Ogni singolo individuo fa riferimento a tali rappresentazioni psichiche nell’interpretazione della realtà; rappresentazioni che si manifestano nel corso della vita nell’evoluzione personale e nelle relazioni con gli altri.
I miei dipinti vogliono così offrire una testimonianza “viva e tangibile” di questo inesauribile e prezioso patrimonio ancestrale che appartiene a tutti gli uomini. Da molti anni infatti la mia crescita si snoda lungo un percorso a spirale tassellato e scandito da immagini simboliche, alla cui comprensione è dedicato gran parte del mio impegno pittorico.
Il simbolo per me rappresenta il mezzo prediletto per attuare quella operazione di sintesi che Jung chiama “funzione trascendente”, ovvero il processo di unificazione tra inconscio e coscienza, tra passato e presente, tra particolare ed universale, tra Cielo e Terra, tra Spirito e Materia, tra Uno e Tutto.
Quando dipingo osservo, sempre incantata e stupita, come i contenuti dell’inconscio affiorino e prendano corpo, si materializzino e reclamino voce nelle immagini simboliche di una “Coniunctio oppositorum”, o dell’”Ouroboros”, o di una “Quadratura circoli”.
La mia funzione diventa simile a quella di un pescatore di perle: immergermi nel profondo del mare e con cura e pazienza riportare in superficie, alla luce del sole, tesori sommersi, sepolti sotto la sabbia marina, da cui attingere una antica sapienza.