le Grotte di Mogao, Cina

le Grotte di Mogao, Cina

Dunhuang e le Grotte di Mogao

Dunhuang è il nome di una sperduta cittadina nel vasto deserto del Gobi, collocata in modo strategico tra la Cina e l’Asia Centrale e per questo diventata luogo di stazionamento sin dal primo secolo a.C.

Durante gli inizi della Dinastia Tang (618—704 d.C.) Dunhuang assunse grande importanza come quartier generale, poiché era il forte militare situato più a Ovest; inoltre era un posto di scambio assai frequentato in quanto situato sulla “Via della Seta”.
Qui mercanti stranieri e monaci buddisti dall’Occidente scambiavano merci e cultura con ufficiali e soldati provenienti dalle zone più interne della Cina.
Le attività economiche militari, politiche e culturali che si svolsero in questo “crocevia-crogiuolo” contribuirono a gettare le basi per lo sviluppo di uno dei centri Buddisti più antichi della Cina.
A Dunhuang i monaci stranieri e i loro discepoli Cinesi diedero vita alle prime comunità Buddiste alla fine del terzo secolo e agli inizi del quarto. Molti sutra Buddisti furono lì tradotti e poi diffusi in zone più centrali della Cina.
Nel quinto secolo dunque Dunhuang era già un affermato centro del Buddismo sulla Via della Seta.

Similmente a quanto già era avvenuto nell’India Buddista, in cui si era sviluppata una tradizione di pittura murale religiosa nelle cave, nel corso degli anni anche le vicine cave di Mogao diventarono veri e propri templi, i cui recessi custodivano gigantesche statue di Buddha scolpite nella roccia, dipinti di angeli, musicisti celestiali, santi, racconti epici, ecc. in uno stile che univa in modo eccellente tradizione indigena con arte straniera.
Questo fu il ricco tesoro che sir Marc Aurel Stein scoprì tra il 1906 e il 1907, quando, dopo una serie di ricerche archeologiche, furono nuovamente portate alla luce le “grotte dei mille Buddha”.
L’attuale Santuario di Mogao è un complesso di 492 grotte che contiene 45.000 mq. di affreschi e 2.415 statue: un grandioso patrimonio artistico creato e mantenuto con devozione dal quarto al quattordicesimo secolo.
Nel 1987 l’UNESCO ha iscritto questa località nel patrimonio mondiale dell’umanità.

Periodi delle grotte di Mogao
L’Accademia di Dunhuang ha lungamente esaminato le pitture e le statute delle grotte per stabilirne con certezza contenuti ed epoche stilistiche. Infine ha pubblicato una suddivisione in 12 periodi.
1.periodo dei Sedici Regni (366-439 ): sette grotte;
2.Periodo Wei settentrionale (439-534 ) e periodo Wei occidentale (535-556 ): dieci grotte nella prima fase e altre dieci nella seconda;
3.Periodo Zhou settentrionale (557-580 ): quindici grotte;
4.Dinastia Sui (581-618 ): settanta grotte;
5.Primo periodo della Dinastia Tang (618-704 ): quarantaquattro grotte;
6.Alto periodo Tang (705-780 ): ottanta grotte;
7.Medio Tang, conosciuto anche come periodo Tibetano perché Dunhuang fu sotto occupazione del Tibet (781-847 ): quarantaquattro grotte;
8.Tardo Tang (848-906 ): sessanta grotte;
9.Le Cinque Dinastie (907-923 ): trentadue grotte;
10.Dinastia Song, primo periodo (960-1035 ): quarantatré grotte;
11.periodo Xia occidentale (1036-1226 ): ottantadue grotte;
12.Dinastia Mongola Yuan (1227-1368 ): dieci grotte.

Scultura di argilla dipinta – Bodhisattva – Grotta 244 Dinastia Sui (581-618)

 

Grotta 285

Temi ricorrenti nelle grotte
Architettura di base:
la maggior parte delle grotte ha stanze di forma rettangolare. Le grotte dedicate alla meditazione, chiamate “chanku”, hanno due piccole stanze al lati dell’ingresso principale.
In seguito si sviluppò l’uso di ricavare nella stanza quattro colonne al centro, che servivano a creare un percorso circolare per i fedeli.
In alto, fino alla metà del sesto secolo, la forma del “tetto” della grotta era a U rovesciata; più tardi si creò un modello a forma di ombrello imperiale, con più cassettoni. Solitamente la maggior parte delle grotte ha un altare sul muro ad Ovest; negli altari, come anche nelle nicchie al muro, sono poste statue di stucco colorato.
Murales pieni di colori sgargianti coprono ogni centimetro dei muri delle grotte, poiché l’idea di “pienezza” è uno dei temi più importanti delle varie pitture. I pavimenti sono spesso rivestiti con mattonelle di cotto, a forma di fiore di loto.
I soffitti sono usualmente a scacchiera o a cassettone. Il muro più importante era quello orientato ad Ovest, opposto all’entrata, orientata ad Est che dava sulla sporgente veduta.
Il tema principale della grotta è dipinto al centro; talvolta è raffigurato con una sola pittura, altre volte con gruppi di immagini, oppure con strisce di piccole scene in sequenza, o con illustrazioni di enormi sutra ecc.

Le statue:
le prime grotte hanno come protagonista il Buddha (Illuminato), o come Maitreya (il suo Successore) o come Sakyamuni (lo storico Principe Siddartha) con dei Bodhisattva per ciascun lato.
Durante il periodo Wei Settentrionale (439-534) furono aggiunti altri due discepoli: Ananda (il cugino più giovane di Sakyamuni) e Kasyapa (un discepolo devotissimo famoso per la sua rigida disciplina).

Durante la dinastia Tang (618-907) furono aggiunte alter figure intorno a Buddha, rappresentate in ordine gerarchico; al di là dei discepoli e dei Bodhisattva sono collocati i Lokapalas (guardiani guerrieri), i guerrieri Vajra (protettori della legge buddista) e i sorveglianti inginocchiati.
Le tre più famose statue di stucco di Mogao risalgono primo periodo della Dinastia Tang (618-704) e sono: il Buddha settentrionale (alto 33 metri), il Buddha del Sud (alto 26 metri), e il Buddha dormiente (largo 16 metri).

I motivi dei murales:
-Apsara: un’ “Apsara”, figura di derivazione della mitologia Hindu, è una cortigiana celeste. In India in origine erano raffigurate nude, con l’aureola e mentre suonavano strumenti musicali , tra nuvole e piogge di petali di fiori. Nel passaggio dall’India al clima culturale più conservatore della Cina Confuciana, l’Apsara perse queste sue caratteristiche “audaci e sensuali”.
Le Apsara delle grotte di Mogao non cavalcano nuvole e non hanno l’aureola. La forte componente sessuale indiana è stata assai ridotta: soltanto la parte superiore del corpo è nuda e spesso anche oscurata da un foulard che volteggia intorno alla figura celeste.
Talvolta questi personaggi mitologici sono utilizzati per decorare gli ampi bordi delle parti superiori dei muri o per dividere tali parti dal soffitto.

-musica:ci sono tre tipologie di ritrattistica musicale a Mogao: quella riferibile alle regioni centrali della Cina, quella delle regioni occidentali (attualmente occupate dalle province di Gansu, Ningxia e Xinjiang) ed infine “ la musica celeste”, importata dalla religione Buddista e usata per la meditazione o nelle liturgie.
Nelle grotte attribuibili al periodo pre-Tang l’importanza della musica liturgica è assai enfatizzata, raffigurando spesso i musicisti nella parte alta dei muri, in una posizione analoga alle Apsara.

-Buddha: innumerevoli le immagini e statue in cui è raffigurato il Buddha. L’intensità di questa ripetizione serve ad alimentare il misticismo religioso intorno al “Regno di Buddha”.

-Guerrieri Vajra: essi sono i feroci sorveglianti della legge Buddista (Dharma), solitamente raffigurati nelle parti più basse dei muri delle grotte, dipinti con molte armi o mentre eseguono arti marziali.

-i Donatori: essi di solito sono identificabili con etichette scritte riportanti il nome e l’immagine.
I Santuari Indiani non hanno questa usanza, mentre a Mogao, a partire dal quarto secolo, si dette risalto alla figura del donatore, che poteva essere o una persona singola o una classe di individui.
Con la Dinastia Tang (618-907) la raffigurazione dei donanti subì un cambiamento: essi furono dipinti ampiamente, o nella parte del corridoio principale della grotta o su quello orientale (opposto a quello principale), mentre salutano divinità Buddiste, poste loro frontalmente.
In effetti, la grotta n.98 ha 169 ritratti della insigne famiglia Cao e la grotta n.220 è conosciuta come la grotta della famiglia Zhai.
E i donanti non differiscono solo per grandezza e quantità di rappresentazioni, ma seguono anche i dettami e l’evoluzione della moda. Mentre le caratteristiche delle divinità rimangono invariabili, perché legati a convenzioni, i ritratti dei donatori mutano molto. Ad esempio, i Tang erano inclini ad uno stile di vita dispendioso, e questo viene rappresentato nelle grotte con il tipico triplo mento, distintivo dei donatori di quel periodo.

-le decorazioni: durante gli inizi della Dinastia Tang (618—704 d.C. nelle grotte ci fu un’ importante innovazione: fu cambiata la forma del soffitto da U rovesciata ad un modello che seguiva la forma dell’ombrello imperiale.
Questa innovazione diede il via ad una serie di modifiche nel disegno della grotta. Per primo fu introdotto un cassetto all’interno del soffitto a baldacchino. Il cassettone era quadrato e dipinto, solitamente con un fiore di loto.
Poi venne attribuita minore importanza alla rappresentazione delle Apsara e delle divinità, mentre furono accentuati ed aumentati i motivi geometrici (ispirati a draghi, ad es.), floreali (tratti da fiori di loto, melagrane foglie, ecc.) e tessili.

-i simboli di buon auspicio: a partire dalla seconda metà della dinastia Tang (781-906), con l’enorme flusso di viaggiatori lungo la Via della Seta, i “simboli di buon auspicio” tipici dell’Asia Centrale e del Nord dell’India furono raffigurati sui muri delle grotte di Mogao.
Talvolta accadeva che una guerra distruggesse la terra natìa di alcuni gruppi etnici, e, in questo caso, l’immagine dei simboli pitturati sui muri era l’unico elemento sopravvissuto a tale distruzione.