Rainer Maria Rilke

Rainer Maria Rilke
1875 – 1926

Rainer Maria Rilke 

Vita di Maria
– traduzione a cura di Mario Specchio – Passigli Editori

Prima della passione
Oh, se è questo che hai voluto non dovevi
scaturire dal corpo di una donna
i Salvatori si devono estrarre dalla roccia
là dove durezza erompe da durezza.

Ma non ti affligge la tua cara valle
devastare così, la mia debolezza non la vedi?
Solo ruscelli di latte e lacrime mi restano
e tu mi hai sempre sovrastato.

Con tanto sfarzo mi fosti promesso.
Ma non uscisti da me così selvaggio.
Se solo di tigri hai bisogno che ti sbranino
perché donna tra le donne mi educarono

a tessere per te una pura veste
morbida, senza che vi fosse traccia alcuna
di cucitura a sfiorarti -: fu questa la mia vita
ed ora tu, d’un tratto, sovverti la natura.

La crocifissione. Immagine tratta dal Libro delle ore “De Grey”, di Sarum Use, sec.XV°, Regno Unito, conservato alla National Library of Wales; dal sito:
http://www.llgc.org.uk/index.php?id=2

Pietà
Ora la mia sciagura è compiuta e senza nome
mi ricolma. Rigida sono come rigido
l’interno di una pietra.
Dura come sono, so soltanto una cosa:
tu crescesti –
… e crescesti
per sporgere come un dolore troppo grande
oltre il limitare
del mio cuore.
Ora giaci traverso sul mio grembo,
ora non posso più io
partorirti.

Pietà: la Vergine e il Cristo crocifisso. Immagine tratta dal Libro delle ore “De Grey”, di Sarum Use, sec.XV°, Regno Unito, conservato alla National Library of Wales; dal sito:
http://www.llgc.org.uk/index.php?id=2

Pacificazione di Maria con il Risorto
Ciò che provarono allora, non è
dolce oltre ogni mistero
eppure ancora terreno:
quando lui, con un pallore ancora di sepolcro
ma sollevato, le si fece innanzi,
in ogni sua parte risorto.
Oh, a lei per prima. Come fiorì ad entrambi
indicibile la guarigione.
Sì, questo erano, guariti. Non c’erano bisogno
si toccassero grevi.
Egli le posò per un secondo
appena, la mano
tra poco eterna sulla spalla muliebre.
Ed ebbe inizio per loro,
taciti come a primavera gli alberi
ed infiniti insieme,
la stagione
del loro supremo incontro.

Il Giudizio finale. Immagine tratta dal Libro delle ore “De Grey”, di Sarum Use, sec.XV°, Regno Unito, conservato alla National Library of Wales; dal sito:
http://www.llgc.org.uk/index.php?id=2

Annunciazione di Maria
Non perché un angelo entrò (sappilo questo),
si spaventò. Non più di altri quando
un raggio di sole o la luna a notte
va esplorando nella loro stanza
sobbalzano -, così non si stupì
per il sembiante in cui andava un angelo;
immaginava appena come agli angeli
quaggiù il soggiorno sia arduo. (O se sapessimo
come era pura. Non si è mai una cerva,
che giacendo nel bosco la adocchiasse,
perduta in lei, così da generare,
senza contatto col maschio, l’unicorno,
l’animale di luce, l’animale puro -).
Non perché entrò ma perché tanto vicino
accostò su di lei l’angelo un volto
di giovinetto; così che il suo sguardo e quello
che lei sollevò furono un battito
come se fuori tutto, a un tratto, fosse vuoto
e l’affanno di milioni, il guardare, l’andare,
tutto fosse penetrato in loro; solo lei e lui,
lo sguardo e chi è guardato, l’occhio e la sua delizia,
in nessun altro luogo se non qui-: vedi
è questo che sgomenta. E fu sgomento a entrambi.

Poi intonò l’angelo la sua melodia.

Libro delle ore, sec.XV°, Francia; dal sito:
http://scriptorium.columbia.edu/

Annuncio sopra i pastori
Alzate gli occhi, uomini. Uomini al bivacco,
voi che conoscete il cielo sconfinato,
astrologi, venite! Guardate, io sono un nuovo
astro che sale. Arde tutto il mio essere
e irraggia così intenso e traboccante
di luce che più non mi contiene
l’immenso firmamento. Lasciate penetrare
il mio splendore in voi: oh gli oscuri sguardi,
i cuori oscuri, i notturni destini
che vi riempiono. Pastori, come sono
solo, io, in voi. Ma ecco, mi si fa spazio.
Non vi stupiste: il grande albero del pane
gettò un’ombra. Sì, veniva da me.
Voi intrepidi, o se voi sapeste
come ora sui vostri volti intenti
splende il futuro. In questa luce forte
molto accadrà. Io lo confido a voi
che sapete tacere, a voi di retta fede
qui tutto parla. Calura e pioggia parlano,
il volo degli uccelli, il vento e ciò che siete,
niente predomina e cresce a dismisura
per vanità. Voi non trattenete
negli interstizi del petto, a tormentarle,
le cose. Come il suo desiderio
fluisce attraverso un angelo, così traverso voi
urge il terrestre. E se un rovo ardesse
d’improvviso, potrebbe anche da lui
chiamarvi a sé l’Eterno, cherubini,
se di passare accanto ai vostri greggi
si degnassero, voi non vi stupireste:
vi prostrereste nascondendo il volto,
pregando e chiamando questa terra.

E questo era. Ora sarà una cosa
per cui si amplia, lottando l’orbe terrestre.
Cos’è per noi un roveto: Dio prende sembianza
nel grembo di una vergine. Io sono il chiarore
dell’intimo di lei che vi accompagna.

Libro delle ore: l’annuncio della nascita di Cristo ai pastori; Francia, c.1450-1460; dal sito: http://www.kb.nl/

Nascita di Cristo
Come potrebbe accaderti ciò che ora
illumina la notte non avessi tu il candore?
Vedi, il Dio che tuonava sulle genti
si fa mite e viene in te nel mondo.
Lo hai immaginato più grande?

Che cosa è grande? Attraversa ogni misura
e l’abolisce, con una linea retta, il suo destino.
Neanche una stella ha un simile cammino.
Guarda, questi re sono grandi

e trascinano a te, innanzi al tuo grembo

tesori che loro reputano i più grandi
e tu forse stupisci a tal doni -:
ma guarda nelle pieghe del tuo panno
com’egli ora già tutto sopravanza.

Tutta l’ambra che per i mari si trasporta,

ogni monile d’oro e quel sottile aroma
che si diffonde nei sensi e li conturba,
tutto questo fu rapido e fugace
e alla fine non resta che rimpianto.

Ma (tu vedrai): Egli fa gioire.

Silografia con l’immagine della Vergine ed il Bambino; manoscritto scozzese della prima metà del sec.XVI°; conservato nella Biblioteca del British Museum di Londra. dal sito: http://www.21citizen.co.uk/